Normativa di riferimento
Decreto legislativo 152/2006. Il 29 aprile 2006 è entrato in vigore il Decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, recante “Norme in campo ambientale”.
Dlgs n.152/2006 (PDF)
Allegati (PDF)
Servizio Idrico Integrato
Nazionale L. 36/94 (PDF) Disposizioni in materia di risorse idriche"altrimenti conosciuta come “Legge Galli”
sancisce giuridicamente il principio di “unitarietà” del ciclo dell’acqua, con la conseguenza immediata di postulare una gestione unificata dei relativi servizi; definisce quindi il “Servizio Idrico Integrato” come l’insieme dei servizi pubblici di captazione, adduzione e distribuzione di acqua ad usi civili, di fognatura e di depurazione delle acque reflue.
Altri requisiti fondamentali del modello gestionale del ciclo dell’acqua sono quelli dell’organizzazione in Ambiti Territoriali Ottimali dei relativi servizi e della distinzione dei ruoli tra funzioni di pianificazione-organizzazione e compiti gestionali, le prime in capo agli enti locali seppure in forma coordinata e congiunta a livello d’A.T.O., ed i secondi (art. 9, c. 1) da esercitare attraverso organismi in grado di operare secondo principi di efficienza, efficacia ed economicità.
Sempre alla L. 36/94 è poi dovuta la definizione del nuovo sistema tariffario finalizzato alla quantificazione dei corrispettivi per l’erogazione - in ambito territoriale ottimale - del servizio idrico integrato.
D.M. 1/8/96 (PDF) Metodo normalizzato per definire le componenti di costo e determinare la tariffa di riferimento è lo strumento di riferimento per l’applicazione del metodo normalizzato per la determinazione della tariffa del Servizio Idrico Integrato.
Regionale
L.R. 6 settembre 1999 n. 25 (PDF) Delimitazione degli ambiti territoriali ottimali e disciplina delle forme di cooperazione tra gli Enti locali per l’organizzazione del Servizio idrico integrato e del Servizio di gestione dei rifiuti urbani, poi modificata dalla L.R. 28 gennaio 2003 n. 1 (PDF) ed integrata dalla L. R. 14 aprile 2004 n. 7 (PDF), in seguito alla riforma della disciplina dei servizi pubblici locali avviata dal Legislatore statale con l’art. 35 della L. 448/2001 (PDF) raccoglie le disposizioni di competenza della Regione Emilia Romagna in materia di gestione del ciclo integrato dell’acqua.
Servizio Gestione Rifiuti
Nazionale
D. Lgs. 5 febbraio 1997 n. 22 (PDF) Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/CE sugli imballaggi e sui rifiuti di imballaggio e s.m.i. (c.d. Decreto Ronchi, successivamente ripetutamente integrato e modificato) fissa i principi generali per l’organizzazione dei servizi di gestione dei rifiuti urbani; fornisce la nozione di rifiuti speciali assimilati ai rifiuti urbani; fissa obiettivi di raccolta differenziata da conseguirsi entro predeterminate scadenze temporali; sancisce il superamento del regime tributario per dare luogo al passaggio ad un sistema tariffario, le cui linee guida sono statuite dall’art. 49 del Provvedimento, in grado di coprire integralmente il costo del servizio e la remunerazione del capitale investito.
Il Decreto riconosce in capo ai Comuni la titolarità, in regime di privativa, del servizio di gestione dei rifiuti urbani e assimilati, stabilendo che tale titolarità deve essere esercitata dai Comuni in forma associata, così da assicurare l’ erogazione del servizio in area vasta, ovvero su ambiti territoriali ottimali.
D.P.R. 27 aprile 1999 n. 158 (PDF) Regolamento recante norme per l’elaborazione del metodo normalizzato per definire la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti urbani, e s.m.i. è il principale tra i dispositivi attuativi del Decreto Ronchi, e definisce il metodo normalizzato per le elaborazioni delle tariffe.
Regionale
L.R. 6 settembre 1999 n. 25 (PDF) Delimitazione degli àmbiti territoriali ottimali e disciplina delle forme di cooperazione tra gli Enti locali per l’organizzazione del Servizio idrico integrato e del Servizio di gestione dei rifiuti urbani, poi significativamente modificata dalla L.R. 28 gennaio 2003 n. 1 (PDF) ed integrata dalla L.R. 14 aprile 2004 n. 7 (PDF).
D.G.R. 31 luglio 2001 n. 1620 (PDF) + allegato (PDF) Approvazione dei criteri ed indirizzi regionali per la pianificazione e la gestione dei rifiuti integrata con D.G.R. 3 giugno 2003 n. 1007 (PDF) Integrazione dei criteri ed indirizzi regionali per la pianificazione e la gestione dei rifiuti in materia di imballaggi, rifiuti di imballaggio ed apparecchi contenenti PCB/PCT.
Affidamenti e concessioni di servizi
È un tema che si presenta abbastanza intricato, per la non perfetta coincidenza che spesso si rileva tra norma europea, legge nazionale e norme regionali di settore.
La disciplina generale riguardante i servizi pubblici locali è riscontrabile nelle disposizioni del TUEL di cui al D. Lgs. 267/2000 (PDF), profondamente e ripetutamente riformata dal legislatore nazionale negli ultimi anni.
Nello specifico si fa riferimento al c. 5 del cit. art. 113 del sopraccitato D. Lgs. 267/2000, secondo il quale gli affidamenti possono intervenire a favore di:
- Società di capitali individuate attraverso l’espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica;
- Società a capitale misto pubblico privato nelle quali il socio privato venga scelto attraverso l’espletamento di gare con procedure ad evidenza pubblica che abbiano dato garanzia di rispetto delle norme interne e comunitarie in materia di concorrenza secondo le linee di indirizzo emanate dalle autorità competenti attraverso provvedimenti o circolari specifiche;
- Società a capitale interamente pubblico a condizione che l’ente o gli enti pubblici titolari del capitale sociale esercitino sulla società un controllo analogo a quello esercitato sui propri servizi e che la società realizzi la parte più importante della propria attività con l’ente o gli enti pubblici che la controllano.